I bambini sono spesso a rischio di violenza, ravvisabile nei contesti familiari, nelle istituzioni, nei contesti sociali e di comunicazione di massa, vittime silenziose e indifese dell’aggressione degli adulti (Riva, 1993; Pati, 2005; Montecchi, 2005, 2012). La violenza sui bambini è un fenomeno psico-sociale complesso che ha radici storiche precise (Macinai, 2013). Nonostante gli enormi progressi che la nostra società ha fatto rispetto al riconoscimento dei bisogni dei bambini e degli adolescenti, il maltrattamento nei confronti dei soggetti in età evolutiva rimane in gran parte non riconosciuto (Di Noto F., Figura M., 2005).

L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce l’abuso sui minori come “qualsiasi forma di maltrattamento fisico e/o psicologico, abuso sessuale, trascuratezza, sfruttamento commerciale o altre, in grado di determinare un danno, attuale o potenziale, per la salute, la sopravvivenza, lo sviluppo o la dignità del bambino, nel contesto di una relazione di responsabilità, di fiducia o di potere”.

Esistono diverse tipologie di abuso che minacciano il sano sviluppo psicofisico del bambino e che richiedono misure di intervento idoneo: maltrattamenti (fisici e psicologici), patologia delle cure (incuria, discuria e ipercura), abuso sessuale (intrafamiliare e extrafamiliare), violenza assistita. Dal 1989, l’Associazione Meter di don Fortunato Di Noto, è pioniera nella lotta alla pedofilia in Italia e all’estero, operando in maniera concreta e crescente contro ogni forma di violenza, di sfruttamento e di indifferenza, per garantire ad ogni bambino il diritto a vivere la propria innocenza.

I report annuali Meter documentano il fenomeno della pedopornografia online attraverso l’OS.MO.CO.P. (Osservatorio Mondiale contro la Pedofilia), un ufficio Meter altamente specializzato nella ricerca dei dati su Internet e nell’elaborazione dei flussi di traffico per il contrasto della pedofilia e pedopornografia che si avvale delle convenzioni con la Polizia Postale italiana, polacca e con le varie Procure italiane.

Dall’analisi della rete emerge la figura del cyberpedofilo, un individuo che trova nella rete la possibilità di soddisfare le sue fantasie sessuali, senza contravvenire alle regole morali che la società in cui vive gli impone; inoltre riesce a soddisfare in maniera virtuale i propri impulsi e tutto ciò non produce altro che un’ulteriore devianza e un allontanamento dalla vita reale.

I rischi di molestia e di adescamento per i minori nelle chat room sono numerosi: la rete, infatti, rappresenta spesso uno strumento utile per i pedofili nella fase di contatto iniziale in quanto permettono loro, senza esporsi, di attuare forme “soft di molestia di tipo verbale o primi approcci per favorire un incontro reale con il minore.

L’estrema facilità e accessibilità che i giovani hanno con il web, spesso li conduce a valicare i confini della prudenza, consentendo loro di sconfinare la loro naturale curiosità verso una libertà privata dalle regole degli adulti, lontana dai divieti della vita reale. Un semplice clic che conduce all’adescamento, un lungo lavoro di manipolazione che degli adulti compiono sul web per avvicinare minori, per indurli o obbligarli a compiere atti non adeguati alla loro età attraverso la costruzione di una “trappola emotiva”.

I genitori spesso sono ignari o fanno fatica a capire che tutto quello che i loro figli vivono è frutto di un reato, di un comportamento sbagliato messo in atto da un adulto, di un’azione illegale che si deve perseguire.

L’unica strada da seguire con determinazione è la denuncia: un atto importante che apre la porta della sicurezza dei bambini e dei ragazzi e la chiude definitivamente alle intenzioni malevole degli adescatori pedofili online.

Per i persistenti rischi della rete e per la rilevante importanza di denunciare, l’OS.MO.CO.P. ha sviluppato una piattaforma altamente sofisticata per l’analisi della rete e la raccolta delle segnalazioni di abuso sessuale sui bambini, che consente di ottenere in tempi rapidi una grande quantità di informazioni, inoltrando una denuncia ben circostanziata alle autorità competenti. In seguito alla denuncia, le piccole vittime di abuso vengono sostenute psicologicamente attraverso il Centro Ascolto Meter, un ambiente accogliente e sicuro che consente la lettura del disagio psico-emotivo del bambino.

La cura prevede modalità di intervento a lungo termine notevolmente delicate. Il trattamento è finalizzato al recupero e alla terapia di tutti gli elementi disfunzionali individuali e anche familiari, comprendendo i vissuti di paura e di dolore associati all’abuso e alle circostanze in cui si è verificato. Le tipologie di intervento ipotizzabili variano dalla consultazione psicoterapeutica individuale alla partecipazione ai gruppi per vittime di abusi, fino alla psicoterapia familiare (Di Noto F., Figura M., 2005).

Carlo di Noto

Direttore Associazione Meter Onlus a tutela della infanzia