Per quanto riguarda l’aborto, i dati più recenti di cui disponiamo sono quelli che, un anno fa (Gennaio 2019), diversi organi di stampa riportavano, citando i dati della relazione del Ministero della Salute riferiti all’anno 2017.

In Italia, si evidenziava un calo del 5% degli aborti nell’anno 2017 (80.773), flessione costante rispetto all’anno 2016 (-4,9%), denotandosi come dato molto rilevante rispetto al 1982 (- 65,6%), anno in cui si erano registrati i più alti numeri di IVG nel nostro paese, ben 234.801.

Si tratta di un elemento che appare da un lato confortante, anche se chiaramente 80 mila aborti all’anno sono ancora un numero piuttosto elevato, soprattutto se si tiene conto di una società, quella italiana, che è sempre più vecchia e sempre più esposta al fenomeno della denatalità e dell’inverno demografico.

Le donne che avevano abortito rientravano nel range di età 25- 34 anni, mentre il 2,8% erano ragazze giovanissime (rispetto al 3% del 2016). Il numero delle giovanissime che ricorrono all’IVG è decisamente più basso nel nostro Paese, rispetto ad altri Paesi Europei, ma aumentava il numero delle giovani che ricorrevano alla pillola abortiva.

Nel complesso, il tasso di abortività in Italia dunque appare come “uno dei più bassi a livello internazi-onale” (…).

Guardando comunque ai vari indicatori, il Ministero della Salute evidenziava un trend in diminuzione, sia per il tasso di abortività (il numero di IVG per 1000 donne di età compresa fra i 15-49 anni), pari al 6,2% nel 2017 con decremento di -3,3% rispetto al 2016 e -63,6% rispetto al 1982, sia per il rapporto di abortività (numero di IVG rispetto a 1000 nati vivi) che era pari nel 2017 a 177.1, con riduzione del 2,9% rispetto al 2016 e rispetto al 53,4% del 1982.

Questi dati risultano particolarmente significativi e critici se li confrontiamo con il numero dei bambini
che sono nati nel nostro paese nel 2017, dimin
uiti di circa 9.660 unità rispetto all’anno precedente(2016) e che nel 2018 si sono ulteriormente ridotti di 18 mila unità (435 mila nuovi nati, il più basso degli ultimi 100 anni) e il trend si è ulteriormente aggravato nel 2019.

In Italia, inoltre, le donne ricorrono più spesso all’uso della pillola abortiva per interrompere la gravi-danza; i dati ministeriali infatti parlano di un rapporto 1 su 5 fra aborto farmacologico e chirurgico. Il ricorso al mifepristone con successiva somministrazione di prostaglandine (la famosa pillola RU486) è stato utilizzato nel 17,8% dei casi, con un aumento rispetto al 2016 (15,7%) e al 2014 (12,9%). Verrebbe da pensare che le donne fanno più spesso ricorso all’aborto “fai da te”, senza cioè recarsi in clinica o ospedale ma con un rischio molto più alto di complicanze fisiche successive, come molte ricerche me-diche attestano.

Il ricorso all’aborto chirurgico non è diminuito, anzi è risultato in aumento rispetto agli anni precedenti: nel 2017 lo hanno utilizzato il 19,2% delle donne rispetto al 17,8% nel 2016, e all’11,6% nel 2011.

I dati ufficiali dell’ISTAT del 2017 complessivamente ci mostrano un’Italia che rispetto al panorama eu-ropeo e mondiale si colloca ancora su livelli di abortività parzialmente contenuti (siamo su una media statistica del 6%), e dove aumentano le IVG con metodo farmacologico, anche se quelle di tipo chirurgico sono in crescita rispetto alle annate precedenti.

Il fenomeno dell’aborto mostra una situazione in evoluzione sia rispetto ai caratteri specifici della popo-lazione che si decide di analizzare (le variabili età, condizione sociale, regioni di appartenenza) sia rispet-to al tasso di natalità che caratterizza il nostro paese che come detto risulta in stante e continua decres-cita.

Come professionisti della cura e membri di questa Associazione, riteniamo importante dare il nostro contributo per rivalutare e riconsiderare le conseguenze provocate dalla Legge 194 in questi ultimi 40 anni, in quanto via troppo facile e veloce per sopprimere una vita piuttosto che un mezzo per sostenere la donna nel periodo delicato della sua gravidanza.
Dott.ssa Manuela Deidda

Vicepresidente Associazione NSG-ODV- Psicologa- psicoterapeuta

*Foto di Odra Zanon