La guarigione del cuore. ‘Spiritherapy’ : l’arte di amare e la conoscenza di sè, di Chiara Amirante

Nel suo ultimo libro, La guarigione del cuore (Piemme, 2019, pp.256), Chiara Amirante illustra gradualmente tutte le tappe fondamentali di una ‘terapia spirituale’, offrendo una serie di preziosi suggerimenti molto utili per crescere nella conoscenza di sé e nell’arte di amare.

Nel suo viaggio nelle periferie di Roma tra il popolo della notte Chiara Amirante ha incontrato “tanti volti segnati dalle sferzate della vita, cuori impietriti da colpi troppo dolorosi e profondi per non lasciare cicatrici indelebili. Giovani con storie, estrazioni sociali, culture, esperienze molto diverse ma tutti caratterizzati dal medesimo grido: ‘Ho bisogno di amore!’. Mendicanti di amore traditi dal consumismo che con il suo ossessionante ‘usa e getta’ ha avvelenato anche le relazioni, causando ferite così profonde da costringere il cuore a chiudersi”. Insomma per guarire il cuore, sconfiggere la solitudine e la non-comunicazione alla radice dei molti mali dell’epoca dell’iperconnessione, il rimedio migliore resta quello di sempre: l’amore. Infatti, “senza amore non c’è colore, non c’è sapore, non c’è felicità, perché l’amore è il respiro del nostro spirito, ciò che ci fa vivere, essere, esistere”.

Lo sottolinea con forza Chiara Amirante nel suo ultimo libro, La guarigione del cuore, in cui illustra le linee essenziali di una Spiritherapy, le tappe fondamentali di un percorso spirituale denso di preziosi suggerimenti per crescere nella conoscenza di sé e nell’arte di amare.

Si tratta della “proposta di un itinerario che vuole accompagnarti nel riscoprire le tante potenzialità racchiuse nel tuo spirito che possono aiutarti a superare e trasformare il dolore condizionante e a volte paralizzante di tante ferite profonde del cuore”. Tale itinerario spirituale è nello stesso tempo anche “l’esperienza risanante dell’Amore di un Dio a cui niente è impossibile, che ci ama personalmente, si prende cura di noi con immensa tenerezza se solo glielo permettiamo”.

Di qui la fondatrice di Nuovi Orizzonti invita caldamente i suoi lettori a prendersi l’impegno di fare gli esercizi proposti nelle schede che chiudono ogni capitolo, al fine di imparare a sostituire “le abitudini non sane con nuovi atteggiamenti proposti per sperimentare i frutti di guarigione, di pienezza, di gioia piena che ne scaturiscono”.

Prendere contatto con il mistero dell’essere che siamo è il primo passo da compiere. Poi occorre sgomberare il campo da tutte le trappole che impediscono di sviluppare il proprio potenziale spirituale. Tra queste vi sono l’identificarsi con ciò che si fa; con quanto si possiede o ciò che si è agli occhi degli altri. Infatti, per camminare secondo lo spirito, è necessario anzitutto abbandonare una logica egoistica per abbracciare quella dell’amore, imparando a preferire e perseguire ciò che è bene rispetto a ciò che piace.

Successivamente bisogna “riconoscere e spezzare le catene visibili e invisibili di dipendenze di ogni tipo”, dall’alcol alla frequentazione di siti sessualmente espliciti, finendola col dar credito alla presunta verità ‘Sono fatto così, non posso farci nulla!’. È inoltre opportuno mettere a frutto i molti talenti e potenzialità che si è ricevuti, naturalmente dopo averli scoperti e riconosciuti, e imparare a vedere in ogni difficoltà un’opportunità per maturare e migliorarsi.

Insomma, “dobbiamo acquisire maggiore consapevolezza di tutte le cose belle che sono parte di noi, delle nostre caratteristiche positive, dei numerosi doni, talenti, pregi, che ci sono stati donati, che sono potenzialmente presenti in noi ma che troppo spesso rischiamo di sotterrare”.

Essere autentici comporta dunque anche imparare a gestire e orientare al bene le energie dell’io pulsionale e contrastare l’io ideale. Perciò chi si atteggia a ‘vincente’ ha bisogno di comprendere che “se non sei disposto a correre il rischio di fallire, più e più volte, non potrai mai realizzare qualcosa di grande”. D’altra parte “se ‘devi’ sempre dimostrare di essere il migliore, non potrai mai esserlo davvero!”.

Allo stesso modo chi impersona ‘il ribelle’ prima o poi si accorgerà che “le regole non sono delle ‘leggi’ insopportabili che ci privano della nostra libertà, poiché ci aiutano a moderare le pretese del nostro ego”. Il narcisista ha invece bisogno di rimarginare la ferita procuratagli dall’affermazione più volte ripetutagli, a parole o nei gesti: ‘Non vai bene così come sei’.

Abita poi in ogni persona un ‘bambino ferito’ con le sue cicatrici profonde da medicare. Perciò occorre acquisire la capacità di riconciliarsi con se stessi imparando a perdonare gli altri e vincendo le proprie resistenze nei confronti di quanti possono averci consciamente o inconsciamente ferito.

Certamente un balsamo per le ferite del cuore è la gratitudine. Imparare a essere grati, “valorizzare il positivo delle persone che frequentiamo”; “scorgere il filo d’oro nascosto in ogni evento doloroso”; ma soprattutto fare “esperienza di un Amore incondizionato che ci ami per come siamo” sono senza dubbio gli strumenti migliori perché il nostro cuore riprenda o continui con maggiore tenacia a dare e ricevere amore.

Il volume di Chiara Amirante non dispensa semplicemente indicazioni teoriche per la guarigione della propria interiorità, ma ha il pregio di offrire una serie di domande precise al termine di ogni capitolo che esortano il lettore alla riflessione e alla meditazione personale per condurlo alla fine a gustare alcune “parole di luce” tratte dalla Parola di Dio capaci di orientare in maniera decisiva verso un’autentica esperienza risanatrice.

Recensione a cura di

dott. Fabio Piemonte