Miracoli” di Lilly Borgi, Gangemi editore, Roma 2021 (62 pp.)

Un giorno, mentre ero al supermercato, nel lontano settembre del 2012, ricevetti una telefonata da una persona che allora non conoscevo, Lilly Brogi, la quale mi comunicava la vincita di un primo premio di letteratura “Lilly Brogi La Pergola Arte”. Sinceramente pensavo a uno scherzo, era un periodo molto buio per me e triste, il figlio tanto desiderato, fu ucciso perché si, perché Dio ci da il libero arbitrio e non può cambiare la libertà concessa all’essere umano: la scelta tra il bene o il male.

Questa voce sconosciuta con un accento toscano, mi incitava a vedere nel sito web il mio nome come vincitore. Sono passati già 9 anni, e con Lilly Brogi è nata una amicizia reciproca. Recentemente, sentendola per telefono mi comunica dell’uscita di un suo libro, “Miracoli”, Gangemi Editore (2021), del quale compro subito una copia con entusiasmo e grande curiosità.

“Miracoli”, cosa vorrà comunicare Lilly Brogi? Mi accingo alla sua lettura trovando arte nelle sue parole, che ti portano nei fatti descritti, come se fossi lì presente. Un libro che fotografa anche i problemi sociali, come la lotta di Nilde Iotti e Livia Turco per il riconoscimento dei figli naturali, che la legge emarginava e, ahimè oggi, ancora il pregiudizio umano.

Il libro ci racconta episodi naturali che naturali non sono. La natura è natura e obbedisce alle sue leggi, ma a volte ciò non accade, ed è lì che avviene il miracolo. Il miracolo non obbedisce alle regole naturali, in quanto l’Eterno dirige ogni aspetto del creato, in quanto tutto è nelle Sue mani.

Meditando sul libro, mi viene in mente Balaam, personaggio biblico e profeta della regione della Mesopotamia che nel libro di Giacobbe viene indicato come un mago, uno “stregone”, potremmo dire. Secondo i Chazai, che sono dei saggi e gli Halakhici, leader spirituali del popolo di Israele, dopo la firma della TanaKh (Bibbia Ebraica), in particolare nel periodo del secondo tempio, ai tempi della seconda Knesset, Balaam viene considerato uno dei sette profeti delle nazioni del mondo, vicino alle profezie di Mosè.

Qui avviene un grande miracolo, che citerò più avanti, quando Balak, re di Moab, spaventato per le vittorie di Israele sui Cananei, gli Amorrei e il popolo di Basan, chiede a Balaan di maledire il popolo di Israele. Ecco qui la lotta del bene e del male, Lilly Brogi in un’epoca differente e lontana, che forse così lontana non è, scrive nel libro “Miracoli”: «Il bene e il male si rincorrono su questa terra e noi siamo gli eterni fruitori e vittime di questa sconvolgente realtà». Un Balak manipolatore, che crede di poter controllare come un dio ciò che solamente è terreno, dimenticando che “polvere siamo e polvere ritorneremo”, argomento citato con maestria dalla Brogi in due punti fondamentali, che non spiego totalmente per non togliere la “suspence” al lettore, che potrà trovare sia nell’episodio della fabbrica d’acciaio, del “calcolatore”, adesso un campo vuoto, sia in quello del “corpo intatto” senza corrosione di un suo zio morto nel 1936. Qui si trovano le chiavi di lettura per comprendere meglio l’Eterno, il Creatore, in due parole, Nostro Padre, Colui che ci ha pensato prima che l’universo fosse.

Ma veniamo al miracolo, che cos’è il miracolo? È ciò che, come detto prima, sfugge alle regole della natura e ci mostra come tutto è nelle Sue Mani! Baalam con un’asina si reca da Balak, re spaventato dal Popolo di Israele, che in un primo momento ha il permesso dell’Eterno, permesso che poi sembra essere revocato, ma Baalam va lo stesso. Qui forse vi è un pensiero di Baalam molto terreno; egli si allontana dal Creatore, per ragioni a noi sconosciute, però succede. Si può intravedere una sicurezza in Baalam, quella sicurezza che ci fa mettere da parte Dio e ci fa dimenticare ciò che la Brogi scrive nel suo libro: «Non si muove foglia che Dio non voglia».

Quindi, l’ira del Creatore, che invia il suo Angelo con in mano la spada, figura che l’asina vede e per salvare il suo padrone per tre volte devia il cammino, provocando la rabbia di Baalam il quale inizia a percuotere il povero animale. Ed ecco qui il miracolo, l’asina parla. Baalam non si rende conto dell’evento Divino soprannaturale, e le risponde. «Che ti ho fatto perché tu mi percuota già per la terza volta? Baalam rispose all’asina: “Perché ti sei beffata di me! Se avessi una spada in mano, ti ammazzerei subito”. L’asina disse a Balaam: “Non sono io la tua asina sulla quale hai sempre cavalcato fino ad oggi? Sono forse abituata ad agire così?” Ed egli rispose “No”» (Dialogo tra Baalam e la sua asinella, in Numeri 22:28). In quel momento, l’Eterno concede a Baalam di vedere l’Angelo. Baalam quindi pentito vuole tornare indietro, ma Dio gli dice di continuare e dovrà fare solo quello che Lui gli dirà, che sarà Benedire Israele. In altre parole, “Benedire la Vita!”

In “Miracoli” ciò si può leggere in chiave contemporanea, dove la Brogi, è incitata a camminare, a lottare, guidando 1.250 km senza patente, senza che nessuno la fermi, per salvare una vita, fiduciosa in Dio, che mai ci volta le spalle quando Lo invochiamo. Auguro a tutti una buona lettura di questo capolavoro dell’artista, poeta e scrittrice Lilly Brogi.

Dr. Christian Zanon

Presidente Associazione NSG-ODV

Direttore editoriale di Chai & Life news